martedì 5 aprile 2011

IN LIBRERIA IL NUOVO VITALI


Tra tanti sorrisi e alcune lacrime, il nuovo romanzo di Andrea Vitali, uscito da qualche giorno per Garzanti col titolo La leggenda del morto contento, racconta una storia di padri e figli, di colpevoli e innocenti, di giustizia e malagiustizia. Una storia ambientata nell’Ottocento sul lago di Como, che solo apparentemente sembra distante da noi due secoli, e in cui si sentono gli echi della dominazione austriaca, con i notabili e i poveracci, gli scapestrati e le bisbetiche, le autorità e gli ubriaconi.
È il 25 luglio 1843, una mattina d’estate, e due giovani in cerca d’avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Dal molo di Bellano, li segue lo sguardo preoccupato del sarto Lepido: sta per alzarsi il vento. L’imbarcazione è presto al largo e in un attimo lo scafo si rovescia. Una svista, una disgrazia, ma la tragedia crea un problema. A riva viene riportato il corpo dell’irrequieto Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. Il disperso è Emilio Spanzen, figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che congiungerà Milano alla Valtellina. Due famiglie importanti. Bisogna a tutti i costi trovare un colpevole. 

Tra tutti coloro che gli affidavano la cura delle loro barche, se c'era uno che il Baldi non avrebbe mai e poi mai voluto vedere lì ai suoi piedi, lungo tirato sul porfido della piazza dopo esser morto per annegamento, quello era proprio il giovane Gorgia. 
La ragione era presto detta. In paese, e non solo, poco si muoveva se il Gorgia padre non voleva. 

Andrea Vitali, La leggenda del morto contento, Garzanti, € 18.60.

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